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Dal Gossip alla Cronaca Giudiziaria
Come si promuove l'Angry Whopper online
La videochat di Facebook
La rivolta per i costi della politica
Un altro downgrading dell'economia italiana
Il caso Vendola
I politici e l'Inglese
Omicidi, inchieste, sentenze sono diventati occasioni per attivare delle operazioni mediatiche di grande impatto, con un’esposizione dei protagonisti che può essere devastante. E’ una forma di voyeurismo dei nostri tempi,
Chiamatelo malcostume, maleducazione, volgarità, non importa: chiunque usa un linguaggio ricco di epiteti e turpiloquio, offende chi ascolta. Se questo avviene in pubblico, senza quindi la possibilità di circoscrivere l’uditorio,
Ottantacinque anni, romana, si aggira con aria tranquilla nei pressi di Piazza Montecitorio, fa finta di niente, come se stesse passeggiando in attesa di preparare il pranzo, quando, in realtà,
Mario Monti: Premier da Esportazione
L’essere umano ha bisogno di vivere in una comunità di suoi simili, sente la naturale propensione all’aggregazione grazie alla quale sono nati e hanno largamente prosperato, nell’era di internet che
Quelli che hanno il Media Trainer
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Lo Tsunami, alla fine, c'è stato eccome. Il successo del Movimento 5 Stelle non solo ha fatto saltare gli equilibri politici all'ombra del Parlamento, cancellando in un sol colpo la...

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Privacy, termine anglosassone, coniato più di un secolo fa, per indicare il diritto di ognuno alla tutela del suo ambito privato, o come dicono gli americani: “the right to be let alone” (il diritto di essere lasciati da soli). Anche nel nostro Paese, di norme a tutela della privacy ce ne sono tante così come anche la figura di un garante. Ma siamo proprio sicuri che la nostra privacy oggi sia veramente tutelata? O questa è solo una foglia di fico giusto per coprire una condizione di assoluta vulnerabilità!
Il successo del Movimento 5 Stelle, aldilà del potere di attrazione mediatica del suo leader-guru Beppe Grillo, è figlio di Internet e ha un nome ben preciso: Meetup.
Una piattaforma sociale che, apparentemente, non ha avuto lo stesso successo degli altri social network ma che, invece, ha letteralmente stravolto le regole della politica.
Anzi, se proprio volessimo trovare della analogie con i suoi "fratelli" più famosi, potremmo definirlo il "Facebook della politica".
“Noi non andremo in tv, la occuperemo”, così tuonava Beppe Grillo durante un comizio a Ragusa in occasione delle elezioni amministrative. Terminato il divieto per i parlamentari pentastellati di partecipare ai talk show, Gianroberto Casaleggio ha suggerito al leader del MoVimento di cambiare strategia e tornare in televisione. Il 31 maggio sono iniziati a Milano i corsi di comunicazione per dieci deputati e senatori prescelti dal guru e dopo due giorni, alla trasmissione di Lucia Annunziata su Rai3 “In mezz’ora” è finalmente Roberto Fico, fresco nominato portavoce grillino alla Camera.
Il modo di comunicare di oggi ha ormai perso la capacità di tradursi in azione. La virtualizzazione della società si fa sentire in molti aspetti della nostra vita quotidiana. Uno degli ambiti in cui è più presente e spesso ha effetti più limitanti è quello della comunicazione fra mezzi d’informazione e pubblico, fra istituzioni e cittadini, fra cittadini e altri cittadini.
Ci risiamo! Nel 1998 era la “terapia Di Bella” a costringere il Governo italiano, dietro una enorme pressione popolare, di pazienti e organi di informazione, e contro l’opinione della comunità scientifica internazionale, ad autorizzare un protocollo terapeutico per la cura dei tumori. Dopo 15 anni è il “metodo Stamina”, protocollo sviluppato dalla Stamina Foundation, ad aver costretto il nostro Parlamento ad autorizzare, per un numero limitati di casi, una sperimentazione clinica controllata. Ma cosa c’è dietro questo apparente conflitto tra scienza e coscienza?
Inesauribile. Basterebbe questo aggettivo per descrivere al meglio Alessia Bottone, la paladina dei giovani precari italiani. Di lei avevamo già parlato tempo fa; le lettere al quotidiano L’Arena di Verona (sua città natale) e all’allora Ministro del Lavoro Fornero, in cui raccontava la sua storia fatta di sacrifici non ricompensati, erano diventate un vero e proprio caso.
Da quel momento Alessia non si è più fermata.
L’ultima puntata di Report ha sancito la fine dell’amore tra Milena Gabanelli e il Movimento 5 Stelle. La giornalista piacentina era stata candidata dai sostenitori di Beppe Grillo alla Presidenza della Repubblica. La trasmissione ha puntato l’obiettivo sui proventi del blog del MoVimento. I grillini hanno ribattuto che si tratta di una ricostruzione non veritiera e hanno definito la Gabanelli ingrata e traditrice. Ma la questione del finanziamento dei 5 Stelle è soltanto una delle tante che Grillo ha dovuto affrontare nell’ultimo periodo.
Lo scorso 19 maggio, in prima serata su RaiTre, l’inviata Sabrina Giannini ha mostrato la sua inchiesta sulle fondazioni che alimentano il tesoro dei Democratici di Sinistra. Il servizio ha inoltre approfondito le contraddizioni del sistema di finanziamento del Movimento 5 Stelle. Scatenando le ire dei grillini. Del resto lo stesso Gianroberto Casaleggio aveva deciso di non rispondere alle domande della giornalista di Report, rinunciando così al diritto di replica.
Le domande rivolte dalla Gabanelli alla fine della puntata sono state due. La prima chiedeva la possibilità di vedere le fatture. La seconda riguardava direttamente il blog di Beppe Grillo, house organ del MoVimento: dato per certo l’aumento di visite dovuto al successo elettorale, che fine fanno i proventi? Tornano al MoVimento stesso o prendono altre vie? Domande che peraltro non sottintendono nessun reato, ma richiedono la coerenza sulla trasparenza tanto sbandierata dai grillini.
La risposta alla seconda domanda è stata che il blog non finanzia il MoVimento. M5S si finanzierebbe solo con il lavoro e le piccole donazioni volontarie. Per quanto riguarda i conti, si attende ancora un secondo post. Nel frattempo molti utenti del blog sono partiti all’attacco della Gabanelli. La “signora contro i poteri forti, che ha sempre fatto bene il suo lavoro”, come ha affermato lo stesso Beppe Grillo, è diventata “quella che non può essere libera se lavora alla Rai”.
Nei giorni successivi è arrivato un altro post in cui lo staff dichiarava che “negli ultimi anni la sua gestione è stata in perdita. Nel 2012 la sua gestione era diventata insostenibile e per questo è stata introdotta la pubblicità”. Il blog di Beppe Grillo, continuava il suo staff, “non ha mai ottenuto soldi pubblici fin dall’esordio nel 2005. Il gestore, la Casaleggio Associati, nel 2011 ha chiuso in passivo con un fatturato di un milione e mezzo di euro”. Dati che tra l’atro rispecchierebbero i risultati elettorali alle ultime elezioni comunali.
Come era già successo sulle questioni diaria e cittadinanza agli immigrati, il MoVimento si è spaccato tra i difensori di Grillo e chi prende le parti dell’avversario di turno. Ma la questione più importante resta quella della gestione del blog, il motore dell’M5S. Il sito infatti è in mano a un privato cittadino, Gianroberto Casaleggio, il quale, pur presentando i dati sul bilancio 2011, non distingue gli introiti del blog dagli altri.
Lo strappo del Movimento non sembra manifestarsi solo con i giornalisti, ma anche con gli elettori, come dimostrano i risultati dell’ultima tornata di votazioni per centinaia di comuni. Mentre a dominare è l’astensione, M5S perde più della metà dei voti che aveva ottenuto alle politiche di tre mesi fa. Forse Milena Gabanelli su una cosa ha avuto ragione quando, rivolgendosi ai grillini al termine della trasmissione ha esclamato: “Con tre milioni di disoccupati smettetela di parlare di scontrini”.
In un anno o poco più tutti abbiamo imparato a conoscere il Prof. Mario Monti e, nonostante i provvedimenti lacrime e sangue che hanno lastricato l’azione del suo governo, la maggioranza degli italiani si è fidato di lui. Questo è almeno quanto finora hanno certificato i vari istituti di sondaggio. Adesso questo "premier super partes" ha deciso di partecipare alla contesa elettorale. Una mossa a sorpresa che sta ridisegnando strategie e scenari della politica italiana.
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