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Basta un sorriso per pagare

 

Alipay e il servizio smile to pay

Rivoluzione tecnologica ad Hangzhou in Cina. Nei fast food della catena KFC per pagare non occorrono casse tantomeno contanti. Basta un sorriso. E per le ordinazioni un semplice schermo touch screen. Che poi tanto semplice non è perché, grazie a un sistema di riconoscimento facciale, con una spunta, conferma il pagamento e a quel punto il cliente può andare tranquillamente al tavolo a consumare il suo pollo o il suo hamburger.

La tecnologia in dotazione a questi fast food è stata offerta dal gigante dell’e-commerce Alibaba. Infatti, tramite una sua app, Alipay, l’utente si registra con un selfie e subito il sistema memorizza le caratteristiche del volto. Dalla grandezza del naso alla struttura ossea del cranio. Ed è così che una banale foto finisce per sostituire le banconote, in base all’idea che non esiste salvadanaio più sicuro al mondo di ciò che ci rende davvero unici, ovvero le caratteristiche inimitabili del nostro viso.

Selfie pay, l’app di Mastercard

La scansione tridimensionale del volto è l’ultimo successo nel campo della biometrica. Molto più sicuro del precedente riconoscimento bidimensionale che aveva ed ha il limite di confondere una foto con una persona in carne ed ossa. Con questa nuovo sistema invece gli errori sono ridotti ad uno su un milione. E l’affidabilità resta alta anche in caso di scarsa illuminazione o prospettiva laterale.

Ad ogni modo, le potenzialità di questo sistema erano già state intuite dal colosso delle carte di credito Mastercard che proprio l’anno scorso ha lanciato un app per smartphone, Selfie Pay, cha dà ai clienti la possibilità di pagare online tramite scansione facciale.

Una sturtup, invece, Faraday Future è andata oltre. Ha realizzato una telecamera stereoscopica che manda in soffitta le chiavi. La telecamera in questione analizza infatti i tratti di chi si avvicina all’auto e se riconosce il proprietario la apre personalizzando l’abitacolo. Ad esempio, posizionando il sedile o regolando la temperatura del climatizzatore.

Il riconoscimento facciale negli aeroporti

Ma è negli aeroporti che il riconoscimento facciale si mostra insuperabile per sicurezza e velocità di utilizzo, tanto che in futuro potrebbe perfino sostituire i passaporti. Cosa che comunque già avviene in alcuni hub americani e australiani, dove i passeggeri, se registrati nei database della polizia di frontiera, non devono preoccuparsi di mostrare documenti agli ufficiali di controllo ma solo incamminarsi verso l’uscita del gate. Inoltre, con le scansioni del viso in sostituzione dei biglietti si possono limitare ulteriormente code e affollamenti.

Infine, le incombenze amministrative. All’ateneo di Scienze e Tecnologia di Pechino alle matricole per iscriversi, grazie al riconoscimento facciale, occorre solo qualche minuto davanti a una telecamera.

Insomma, nel prossimo futuro il nostro volto diverrà un vero e proprio passepartout. Sostituirà carte di credito chiavi e password, a condizione però di non complicarci troppo la vita con ritocchi di chirurgia estetica.