Dalla Calabria con l’ukulele- Breve storia di Donato Mingrone

 

donato mingroneDal lontano paese di Torretta, un nuovo cantautore cerca la notorietà. Si chiama Donato Mingrone e non abbandona mai il fedele ukulele. La storia musicale inizia fin da quando il protagonista è un bambino. Il padre Leonardo gli passa tutta la musica cantautorale che c’è in casa e il pargolo si mostra subito interessato. Non appena termina le scuole superiori, si iscrive al Dams dell’Università della Calabria. E la tesi di laurea dedicata a Rino Gaetano è un chiaro segno di appartenenza a quel mondo fatto di ironia e impegno.

Donato, che già suonava la tastiera in band paesane, capisce che è il momento di omaggiare la sua fonte di ispirazione. Perciò, va in giro con le cover di Aida, Sfiorivano le viole, Gianna. Il pubblico comincia comincia così a simpatizzare per quel gentile capellone che, lontano dal palco, insegna musica ai più piccini. L’esperienza con le canzoni di Rino Gaetano lo entusiasma e gli permette di costruirsi un nome che sia riconoscibile. Ma prima o poi, bisognerà scrivere e arrangiare pezzi più personali.

Nel 2014, esattamente il 6 Agosto, l’indipendenza dell’autore tocca l’apice. Quello è l’anno del disco d’esordio Piacere Donato (Roka Produzioni): una raccolta di nove inediti più la cover de L’italiano di Toto Cutugno. Un album troppo legato a fatti di paese e al folk, ma capace di offrire ritmi orecchiabili. Il singolo Super Mario pensaci tu cerca l’aiuto di un eroe per unire la comunità d’origine, Ti cerco e non ti trovo si rivolge a tutti quelli che vogliono disperatamente lavorare e Vu cumprà si propone come detonatore di pregiudizi razziali. Trovano pure spazio la romanticheria adolescenziale Ballata per te, il dramma della statale 106 jonica di Ma chi ti dice, la politica spacca-famiglie di Destra Sinistra, e il canto della liberazione di Ognuno fa. Poi, si sorride con Reggae della mamma, un brano in cui il cantante dialoga con una madre desiderosa di diventare nonna. In nome della musica, la tessera di Rifondazione comunista riposa nel cassetto.

Nonostante le vendite discrete, Piacere Donato ha il merito di far conoscere un piccolo territorio. Mingrone, a cui mancano la rabbia e l’audacia per giocare con il pubblico, si è tolto comunque qualche soddisfazione. Assieme al chitarrista Roberto Cannizzaro, all’amico-consulente Francesco Servidio o al gruppo afro-calabrese Kidida ha potuto esibirsi in occasioni interessanti. Come ad esempio il Medimex di Bari, l’Expo di Milano e l’ultima edizione del premio Bertoli. Negli ultimi mesi, si vocifera stia lavorando ad un’opera seconda. Poco più country folk della prima ma sempre aderente ai problemi quotidiani. Sarà il cd della svolta e della rottura degli schemi?