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È iniziata l’era dei telefonini intelligenti

 

Iphone X

D’ora in poi non chiamateli più smart ma intelligent device. Da poche settimane è cominciata infatti l’era dell’intelligenza artificiale applicata ai telefonini. Alcuni come l’Iphone X di Apple sono già sul mercato, altri invece lo saranno presto. Ma tutti promettono performance migliorate e migliorabili, perché si tratta di vere e proprie machine Learning ovvero macchine in grado di apprendere.

L’Iphone X della Apple è uscito lo scorso tre novembre ed ha subito destato meraviglia, per la sua tecnologia in grado di effettuare il riconoscimento facciale. Capacità che permette lo sblocco del dispositivo senza il consueto tasto frontale che infatti non c’è più. E non meno importante consente anche il pagamento nei negozi volgendo un semplice sguardo sullo schermo.

Queste funzionalità sono garantite da una scansione del volto archiviata in un chip criptato e sicuro. Il chip è una componente essenziale del processore A11 Bionic che replica una rete umana di neuroni con una capacità di ben 600 miliardi di operazioni al secondo.

Ma non c’è solo Apple, anche altre aziende sono attive nel campo dell’intelligenza artificiale applicata ai telefonini: la cinese Huawei, la connazionale Google e la sudcoreana Samsung.

Pixel 2XL

L’uscita sul mercato del Meta 10 Pro della Huawei è in programma per il 15 novembre. Nel processore Kirin 970 è incorporato una Neural processing unit. La Npu è un acceleratore di calcolo che in questo caso lavora assieme ad altri cervelli impiantati nel dispositivo. Una sinergia che mentre previene il degrado delle performance del telefonino migliora sensibilmente anche l’efficienza della fotocamera, che infatti sa adattarsi a seconda del soggetto inquadrato.

Altro gigante della Silicon Valley presente su questo mercato è  Google, con il suo Pixel 2XL. Le funzioni di machine Learning, integrate con l’enorme mole di dati e l’algoritmo del motore di ricerca, rendono eccezionali gli scatti della sua fotocamera, che realizza ritratti stupefacenti su sfondi sfocati. Un risoluzione resa possibile grazie alla rete neurale capace di individuare quali pixel appartengono o meno all’immagine ripresa dal dispositivo.

Samsung infine propone il Note 8, dispositivo moderno ma dotato di un assistente vocale, Bixby, ancora allo stadio embrionale. Ma quando verranno utilizzate tutte le conoscenze della start up Viv, azienda acquisita dal gruppo e fondata dagli ideatori della Siri di Apple, ci saranno probabilmente ulteriori miglioramenti. Comunque, al momento le potenzialità del dispositivo non sono affatto trascurabile. È infatti capace di tradurre in diverse lingue ed è equipaggiato con una telecamera che sa riconoscere alimenti, luoghi e marchi.