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EHang 184, il drone-taxi a Dubai

 

Due interessi differenti ma compatibili. Il primo è quello delle nuove start up cinesi che guardano oltre confine per collocare i loro prodotti tecnologici. Il secondo invece è quello degli Emirati Arabi Uniti che si sono dati un obiettivo ben preciso: entro il 2030 il 25% del trasporto passeggeri dovrà essere condotto da veicoli autonomi. È nata così l’intesa fra la Dubai’s Roads & Transport Authority (RTA), l’azienda di trasporti pubblici di Dubai, e la EHang, azienda specializzata nella produzione di droni intelligenti. A partire da luglio dunque i suoi droni-taxi, ideati nella provincia di Guangdong, incominceranno a solcare i cieli del piccolo emirato arabo.

Quello di Dubai è un progetto avveniristico. Un progetto che contempla la creazione di un sistema di trasporto pubblico super moderno ed efficiente. La città, che ha già una delle metro più avanzate al mondo, sarà collegata ad Abu Dhabi grazie a un Hyperloop. Un treno a forma di capsula che sfreccia a 1200 km/h all’interno di un tubo a bassissima pressione. Inoltre, il futuristico skyline cittadino, nel quale svetta la torre più alta del mondo, la famosa Burj Khalifa, sarà presto costellato da una flotta di EHang 184. Droni smart concepiti per coprire un servizio di taxi aereo. Una soluzione che salvaguarderà la mobilità riducendo traffico e inquinamento.

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L’EHang 184 presentato al Ces 2016

Il modello EHang 184 è stato presentato lo scorso gennaio al Ces 2016, la fiera internazionale dell’elettronica di consumo che si tiene a Las Vegas. A giugno ha ottenuto il permesso per essere testato nel Nevada. Ma per trasportare passeggeri negli Stati Uniti deve prima ricevere l’autorizzazione della FAA (l’Autorità dell’Aviazione Federale). Nell’emirato invece Mattar al-Tayer, presidente della RTA, dà il suo debutto per scontato: “Questo non è solo un modello. Lo abbiamo già testato in volo nel cielo di Dubai”.

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L’EHang 184 al decollo

L’EHang 184 è un mezzo elettrico, equipaggiato con una batteria che dura 23 minuti e impiega due ore a caricarsi. Con questo tipo di autonomia non fa più di 50 km ad una velocità massima di 160 km/h. Per quanto riguarda il picco massimo non supera i 3.500 metri di altezza. A bordo è trasportata una sola persona, più una piccola valigia per un peso complessivo di 117 kg.

Il passeggero per partire inserisce la destinazione in un app. Il drone, pilotato da un centro di comando a terra tramite una connessione mobile 4G, mappa il percorso e vola verso la meta desiderata. Ma non può raggiungerla direttamente, deve saltare da un punto di atterraggio a un altro. Un modo di viaggiare che ricorda vagamente il volo delle cavallette. Niente paura però la sicurezza è garantita da un sistema che costringe il quadricottero all’atterraggio non appena si verifica un malfunzionamento.