Il Giubileo si chiude, la misericordia continua.

 

papaLa Porta Santa il 20 novembre chiude i battenti, aperti lo scorso 8 dicembre e con essa si chiude anche il Giubileo Straordinario della Misericordia. Papa Francesco ha terminato quest’esperienza fermandosi qualche secondo in una preghiera silenziosa e poi accostando la porta di bronzo della Basilica di San Pietro, l’ultima al mondo rimasta aperta.

Alla cerimonia, che si è tenuta la mattina di domenica non ha partecipato il Papa emerito Benedetto XVI, come era successo invece in occasione dell’apertura.

Il Papa con questo Giubileo ha voluto riportare la Chiesa verso il suo centro propulsore, il Vangelo.

Il Giubileo non è quindi finito; in un messaggio su Twitter Francesco ha dichiarato: «il Giubileo della Misericordia, che oggi si conclude, continui a portare frutti nei cuori e nelle opere dei credenti». A conferma di ciò, al termine della messa Bergoglio ha firmato la lettera apostolica “Misericordia et misera” perché tutta la chiesa  continui a vivere la misericordia con la stessa intensità sperimentata durante l’intero Giubileo straordinario.

La messa conclusiva si è tenuta davanti a centomila persone. Durante l’omelia il Santo Padre ha ribadito i concetti espressi durante l’anno, invitando tutti a non diventare schiavi del successo e del potere, ma proseguendo nell’opera di misericordia. «Quante volte, anche tra noi, si sono ricercate le appaganti sicurezze offerte dal mondo. Quante volte siamo stati tentati di scendere dalla croce. La forza di attrazione del potere e del successo è sembrata una via facile e rapida per diffondere il Vangelo, dimenticando in fretta come opera il regno di Dio».

Il Papa prima dell’angelus ha salutato il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ringraziando il governo italiano: «Saluto con deferenza il presidente della Repubblica italiana e le delegazioni ufficiali presenti. Esprimo viva riconoscenza ai responsabili del governo italiano e alle altre istituzioni per la collaborazione e l’impegno profuso.

Un grazie caloroso alle forze dell’ordine, agli operatori dei servizi di accoglienza, di informazione, sanitari e ai volontari di ogni età e provenienza». Oltre a quella italiana, in Piazza sono presenti altre dieci delegazioni, tra cui quella della Repubblica Centrafricana. Bergoglio infatti ha voluto fin dall’inizio che questo giubileo fosse davvero diffuso a Giubileo-Misericordia-2016livello mondiale per la prima volta nella storia. Proprio per questo all’inizio dell’anno ha potuto anticipare l’apertura dalla cattedrale della martoriata Bangui, nel Centrafrica, il 29 novembre durante il suo viaggio apostolico.

Tema centrale del giubileo è stato quello dell’attenzione ai cosiddetti “ultimi“: gli esclusi, i disabili, i carcerati e gli ammalati. Sono stati accolti ben 50 mila pellegrini ammalati o disabili.  Nessun evento particolare, Francesco ha scelto uno stile sobrio, semplice.

Ha poi voluto, proprio coerentemente con tutto il cammino, concludere questa esperienza il giorno di Cristo Re: «Cristo appare senza potere e senza gloria: è sulla croce, dove sembra più un vinto che un vincitore. La sua regalità è paradossale: il suo trono è la croce; la sua corona è di spine; non ha uno scettro, ma gli viene posta una canna in mano; non porta abiti sontuosi, ma è privato della tunica; non ha anelli luccicanti alle dita, ma le mani trafitte dai chiodi; non possiede un tesoro, ma viene venduto per trenta monete».

Che il potere da perseguire sia il potere dell’amore, insomma.