Home / HITEC /

Il super drone è arrivato in Italia

 

Si chiama Aquila 100 ed è un super drone. Grazie ad una tecnologia molto avanzata garantisce prestazioni impensabili per i comuni quadricotteri europei. Ha una straordinaria autonomia di volo; vede nitidamente a chilometri di distanza ed è persino in grado di rilevare l’impronta di una mano lasciata su di una corteccia d’albero. Da poco è approdato in Italia, dove ha ottenuto la certificazione Enac (l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), necessaria per svolgere il lavoro di sorveglianza per cui è nato.

In Israele Aquila 100 è impiegato sulle navi per individuare eventuali missili puntati sulla Striscia di Gaza. Ma l’uso si estende anche a dighe, porti, ferrovie, stadi e centri abitati. A produrre questo super drone è Sky Sapience, un’azienda nazionale specializzata nella produzione di particolari droni, altamente tecnologici ma agganciati a terra tramite un cavo.

Aquila 100 agganciato al pick-up tramite un cavo

In Italia Aquila 100 è arrivata per volere di Ugo Vittori, titolare dell’agenzia di investigazioni Eagle Keaper di Bologna. Società leader nell’antifrode applicata alle assicurazioni e gestrice di questa tecnologia in Europa. Oltre che dall’Enac, il drone è stato visionato anche da polizia, carabinieri e Guardia di Finanza. Il commento è sempre stato lo stesso: «Mai visto niente di simile». Barbara Manfredi, l’unica donna al mondo abilitata a pilotarlo, ammonisce: «Non chiamatelo drone: è un sistema di intelligence».

Il radiocomando del super drone

Il sistema non si chiama aquila per caso. Come il grande volatile ha una vista formidabile, che non dà scampo alla sua preda una volta individuata. Ad esempio, vede con chiarezza un uomo in fuga nel bosco fino a una distanza di 10-12 km di distanza, sia di giorno che di notte e in qualsiasi condizione di tempo; capisce se è armato o meno e ne legge le impronte lasciate sugli alberi. Al posto degli occhi, il drone ha dei diabolici sensori montati su un payload (dispositivo) agganciato al centro, dal quale parte un cavo che si collega a un pick-up fermo sotto perpendicolarmente.

Aquila 100 in volo monitora il territorio circostante

Il cavo potrebbe sembrare un handicap, perché lega il drone alla vettura limitandone di conseguenza i movimenti. Ma in realtà è un punto di forza. In primis, consente al drone di salire fino a cento metri di altezza librandosi in aria anche in condizione di vento forte. Tra l’altro, riempiendo di benzina il generatore montato sul pick-up, il drone può restare sospeso in cielo anche per un mese. Non poco considerato che i droni in dotazione ai militari e alle Forze dell’Ordine in Italia non volano per più di 15 minuti finendo spesso per schiantarsi al suolo. In secundis, il cavo consente la trasmissione di dati in tutto il mondo senza che nessuno possa né intercettarli né oscurarli.