In esposizione a Roma l’Italia attraverso gli occhi di Gianni Berengo Gardin

 

«Se devo raccontare una storia, cerco sempre di partire dall’esterno: mostrare dov’è e come è fatto un paese, entrare nelle strade, poi nei negozi, nelle case e fotografare gli oggetti. Il filo è quello: si tratta di un percorso logico, normale, buono per scoprire un villaggio, ma anche una città, una nazione. Buono per conoscere l’uomo». Gianni Berengo Gardin spiega con queste parole il suo metodo. Un artista che inizia la sua carriera nel 1954 e il suo occhio attento al mondo e alle diverse realtà, dall’architettura al paesaggio, alla vita quotidiana, gli ha decretato il successo internazionale.

Big Ships - Grandi Navi Fino al 28 agosto prossimo, la città di Roma gli rende omaggio con ‘Vera Fotografia: reportage, immagini e incontri’, una grande retrospettiva ospitata al Palazzo delle Esposizioni. Il noto fotoreporter ha esposto le sue foto già in centinaia di mostre che hanno celebrato il suo lavoro e la sua creatività in diverse parti del mondo, come al Museum of Modern Art di New York, alla George Eastman House di Rochester, alla Biblioteca Nazionale di Parigi, agli Incontri Internazionali di Arles, al Mois de la Photo di Parigi, le gallerie FNAC.

Berengo Gardin ama il colore, il suo occhio vigile ha sempre catturato piccoli istanti, ma per le sue fotografie ha da sempre scelto il bianco e il nero. Quel colore tanto amato lo utilizza solo per ‘marchiare’ i suoi capolavori col timbro ‘Vera Fotografia’, per autenticare il retro di quelle stampe che interpretano un frammento di realtà.

Nel 2005 la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche gli ha dedicato una monografia della collana “Grandi Autori” e la Fondazione “Forma per la Fotografia” ha presentato una sua grande mostra retrospettiva alla Maison Européenne de la photographie di Parigi e poi a Milano. Nel novembre 2007, sempre la FIAF, ha edito la monografia “L’Abruzzo dei fotografi”, che ospita dieci sue immagini de L’Aquila e un’intervista.

UTF-8Gianni-Berengo-Gardin-Milano-1986-©-Gianni-Berengo-Gardin-_-ContrastoImmagini di paesaggi, di persone e di situazioni che vogliono raccontare il mondo che lo circonda e che spesso denunciano quello che poteva essere cambiato e quello che non doveva accadere. Suggestiva e nostalgica, definirla mostra di fotografie sembra riduttivo, perché in quelle sale c’è la vita, c’è un Paese e ci sono le persone.

Berengo Gardin racconta l’Italia attraverso le sue fotografie, immortalando persone, biciclette, paesaggi, innamorati e navi, vuole mostrare l’aspetto del Paese bello, libero, soleggiato ma allo stesso tempo ne mette in luce anche le ombre perché la fotografia è comunicazione e questo artista sa quello che fa.
«Quando fotografo amo spostarmi, muovermi. Non dico danzare come faceva Cartier-Bresson, ma insomma cerco anch’io di non essere molto visibile» -