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Sono giovani, ambiziosi, amano facebook e twitter e hanno una smodata voglia di cambiamento. Di chi si tratta? Ma dei giovani del Popolo della Libertà; quelli che si autodefiniscono i "Formattatori". Potrebbe essere alle porte una rivoluzione e a Pavia,
un paio di settimane fa, se ne sono avvertiti i primi segnali con la convention nazionale di #formattiamoilpdl. Così, dopo i "rottamatori" di Matteo Renzi, anche nel centrodestra vanno in scena le prove generali di rinnovamento.
"Formattiamo il PdL" è un movimento di base nato sul web nel novembre 2011 su iniziativa di alcuni dirigenti campani della Giovane Italia (il movimento giovanile del partito); un'idea nata quindi già da un pò di tempo ma che ora, con le elezioni in vista, entra nel vivo e si fa sentire; mettendo non poca paura ai "vecchi" pidiellini, considerati non più adatti a rappresentare il "popolo azzurro".
Tre proposte open source per un PdL 2.0: Merito, Democrazia, Legalità; è lo slogan che ha pian piano iniziato ad invadere la Rete per adunare i giovani di tutta Italia; grazie ad una grande alleato: internet. Aprire il dibattito e confrontarsi su un partito nuovo, vero, da realizzare attraverso poche semplici idee: elezioni primarie per scegliere i candidati, un codice etico che eviti il più possibile figuracce e cali d'immagine, il ritorno al sistema delle preferenze; a tenere insieme il tutto l'esigenza di voltare pagina e far avanzare i volti nuovi.
Il manifesto parla da solo: rabbia, amore e passione il motore della loro azione; esaltare l'immediatezza della rete, la possibilità di partecipazione diffusa, la socialità e la valorizzazione del merito da contrapporre ai rituali legnosi, al politichese, tipici della vecchia classe politica. Valori da portare avanti al seguito del condottiero 2.0, l'uomo con l'Ipad, pronto a conettersi alla sua gente e a lottare nell'arena mediatica. Un cyber politico che ha già un nome e un cognome: Angelino Alfano, il primo dei formattatori.
Una missione che ha raccolto anche i favori di Berlusconi che, con i formattatori, condivide la volontà di "rafforzare il movimento per cambiare, innovare, aggregare forze giovani e politicamente fresche". Una richiesta che proviene dallo stesso elettorato e che non necessariamente significa chiedere la testa di qualcuno ma che, sicuramente, presuppone un ripensamento sulle strategie interne ed una netta sterzata; un cambio di rotta che sia il più possibile tempestivo e che passi attraverso un rinnovamento non solo delle persone ma anche dei linguaggi e dei contenuti programmatici. Del resto è innegabile che un partito passato nel giro di poco tempo dal 38% al 18% nei sondaggi abbia dei problemi e che questi vadano risolti per evitare la deriva. In questo senso le primarie sono sicuramente il mezzo più immediato e democratico per permettere agli elettori di scegliere da chi volersi far rappresentare.
La sfida è ormai lanciata e, nonostante la forte opposizione di chi vede in questo modo messi in pericoli i propri privilegi, nei prossimi mesi dovremo attenderci l'invasione dei volti nuovi del Popolo della Libertà; o perlomeno molti lo sperano. |