|
Giovani, talentuosi ed intraprendenti: è questo l’identikit dei tantissimi ragazzi che fuggono dal Bel Paese per cercar, come si diceva un tempo, “maggior fortuna”.
E, oggi più che mai, questo antico modo di dire è tornato prepotentemente in voga. Aldilà del percorso lavorativo intrapreso o del curriculum di studi tra le mani, ormai sempre più giovani scelgono di espatriare alla ricerca di maggiori opportunità lavorative e di un adeguato riconoscimento delle proprie capacità.
Il paese della pizza e degli spaghetti infatti non valorizza come deve i suoi tanti talenti che, dopo anni di studio e di sacrificio, vorrebbero finalmente raggiungere quella realizzazione lavorativa tanto agognata. Ed invece, se tutto va bene, si ritrovano a collezionare stage su stage, il più delle volte sottopagati e senza la speranza di avere “qualcosa di più”.
Uno dei principali settori che “sforna” il numero più alto di cervelli “pronti per l’estero” è senza dubbio quello legato ad Internet ed alle nuove tecnologie.
Ne sanno qualcosa Augusto Marietti, Marco Palladino e Michele Zonca, rispettivamente di 22, 21 e 28 anni. Tre giovani che nel 2010 sbarcano a San Francisco e fondano Mashape, una start –up per creare velocemente applicazioni facendo un mash-up delle applicazioni esistenti.
Italianissimi certo, ma che, per realizzare le loro idee, hanno dovuto trasferirsi in California, perché solo lì il loro talento è stato notato e premiato.
Nel campo delle app e in generale di tutte quelle tecnologie legate ad internet e ai nuovi media, il nostro paese è senza dubbio indietro. Colpa delle esigue risorse destinate a questi settori di ricerca e colpa, soprattutto, di una mentalità ancora retrograda che, invece di formare sul campo i professioni del futuro, li fa studiare anni sui libri facendo ingurgitare loro teoria su teoria che poco ha a che fare con la dura realtà lavorativa.
“Per lavorare bene devi avere: leadership, creatività, calma ma con velocità d’esecuzione e vision. Queste cose non si studiano sui libri, affermano in coro i fondatori di Mashape - Non credo che abbiamo un problema con la tecnologia, abbiamo un problema intrinseco negli ingranaggi del paese, che a cascata porta un ritardo su tutti i pilastri di una nazione, compreso quello dell’innovazione”.
Ma non c’è solo Mashape tra le geniali invenzioni dei nostri ragazzi. L’elenco comprende anche Justbit, un’azienda informatica romana fondata nel 2011 e che si è aggiudicata il primo premio all’Ericsson Application Awards 2011. E poi Beintoo, piattaforma per applicazioni legate al gioco che ha tre milioni di utenti al giorno; questa start up ha vinto a Parigi il Leweb, il più importante evento europeo dedicato all’economia.
Doochoo si propone invece di rivoluzionare il mondo dei sondaggi online, offrendo nuove dinamiche per la raccolta delle opinioni. In Cile questa start up ha vinto la gara mondiale per i migliori progetti di innovazione e business ed ha già conquistato clienti come Ikea e Toyota. Il fondatore? Ancora una volta un giovane italiano di 35 anni che vive nella Silicon Valley.
Insomma, inutile poi richiamarli a gran voce ed implorarli di tornare con mille agevolazioni e buoni premio. Pensiamoci prima ed evitiamo questo continuo esodo. Chissà, magari prima o poi, verrà creata un’app che blocca le fughe all’estero. L’inventore? Un italiano, of course.
|