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Scritto da Valeria Pacelli   
Comunicazione: cosa è combiato.

La colomba che portava i messaggi di un uomo alla propria amata, è stata uccisa con da una pallottola sparata. il colpo l'ha raggiunta in modo repentino, e forse questo è stato un bene.

Ma se si pensa che quella colomba non è altro che l’esempio di ciò che era la comunicazione un tempo e di quanto sia cambiata oggi, allora il proiettile che quell’animale ha ricevuto ci lascia perplessi. Le persone non si parlano più guardandosi negli occhi. Scrivono messaggi, e comunicano attraverso la rete e tutte le sue trappole. Non ci si conosce  durante l’ora di ricreazione scolastica, nei parchi o nei bar, ma i nuovi incontri avvengono in un unico luogo: internet.

Basta fare un profilo personale, scrive i propri dati e mettere qualche foto e il gioco è fatto. E poi passare in chat. Intanto le ore della propria giornata trascorrono velocemente, senza neanche accorgersi che fuori c’è il sole o c’è la pioggia.

 

Un tempo la gente scriveva lettere. Faceva inviti su carta stampata, inviava cartoline e passava interi pomeriggi davanti ad un caffè con un amico. Ma la terza rivoluzione industriale, l’avvento di internet, ha cancellato tutto ciò che fosse riconducibile a carta e penna. Era la fine degli anni sessanta, quando un’agenzia dipendente dal Ministero della Difesa statunitense, la Darpa, mise a punto durante la Guerra Fredda un nuovo sistema di difesa e di controspionaggio. L'intenzione era quella di collegare tutti i computer e i sistemi di time-sharing in una rete continentale.

In pochi anni, il collegamento tra le reti allargò i suoi nodi oltreoceano, contemporaneamente all'avvento del primo servizio di invio pacchetti a pagamento: Telenet della BBN. Così a forza di sperimentazioni si arriva al 2001, quando presso il CERN di Ginevra il ricercatore Tim Berners-Lee definì il protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol), un sistema che permette una lettura ipertestuale, non-sequenziale dei documenti, saltando da un punto all'altro mediante l'utilizzo di rimandi, ossia i cosiddetti link. Il primo browser con caratteristiche simili a quelle attuali, il Mosaic, venne realizzato nel 1993. Esso rivoluzionò profondamente il modo di effettuare le ricerche e di comunicare in rete. Nacque così il World Wide Web.

Dopo un periodo di transizione ora il passaggio dell’altra parte della spiaggia è stato completato. E Per fortuna la nuova generazione non è costretta a catturare piccioni. Ma ogni cosa, se abusata perde il suo valore originario. Così ci si è ridotti a non conoscere la morbidezza della biro che scorre lungo un foglio. Ma soprattutto si è arrivati al punto di non parlare più con le persone guardandole dritte negli occhi, ma si conosce l’altro soltanto attraverso uno schermo che non sempre trasmette un’immagine nitida. Ciò non vuol dire che la tecnologia sia stata un disastro della comunicazione, anzi. Grazie ad internet riusciamo ad avere l’accesso libero alle informazioni, mandiamo mail in tempo reale e siamo capaci di comunicare a distanza di centinaia di chilometri gratis.

Bisogna sfruttare la rete nel modo giusto, e nello stesso momento riuscire ad avere il tempo di leggere libri in terrazza o di bere qualcosa con quell’amico che non si vede da troppo tempo. Scrutare i cambiamenti delle persone, comprendendone il significato e soprattutto riprendere a guardarsi negli occhi, notando le sfumature delle pupille.

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