Warning: Invalid argument supplied for foreach() in /web/htdocs/www.newsmagazine.it/home/modules/mod_gk_news_highlighter/helper.php on line 320
HOT NEWS
Scritto da Redazione   
Cicerone dove sei? Storia motivata di una politica immotivata – Vendola

Pensateci un attimo: se oggi fossimo ai tempi di Cicerone, gran parte della nostra classe politica sarebbe già stata spazzata via, o forse non sarebbe semplicemente mai salita alla ribalta. Perché? Proprio per la parola “perché”.

 

Lo strumento principale dei politici è la parola. Ok, prima vengono la faccia, il corpo: in una parola, l’immagine. Ma nel momento in cui un politico deve farsi votare, deve convincere qualcuno, egli usa i discorsi: questi sono il suo pane quotidiano. Oggi è ancora così, ma si è persa un’arte che nei tempi antichi veniva insegnata anche nelle scuole: la retorica.

Una parte fondamentale della costruzione di un discorso sono le argomentazioni, ovvero quel percorso fatto di ragionamenti che portavano a una conclusione sulla base della logica. Oggi non sembra più essere così. I fatti concreti sono lasciati nell’ombra, sostituiti da linguaggi spesso veementi, rozzi o, dall’altra parte, sofisticati quando non criptici.

La maggior parte dei politici non argomenta più. Il Palazzo, il Potere (o come preferite chiamarlo) ormai basa i suoi discorsi sulla semplice azione del giudicare: “onorevole, perché è contro questa manovra?” – “perché è un’offesa ai cittadini, è un atto inammissibile di fronte alla Costituzione, ecc.”. Ecco, alla domanda sui motivi non segue mai una spiegazione, ma un semplice giudizio.

Prendete Nichi Vendola. Il politico di Sinistra Ecologia e Libertà è stato spesso indicato come un possibile leader del Centrosinistra del futuro. Ma c’è un problema: 

Bene: Vendola usa questa strategia per un motivo preciso, ma – secondo noi – poco redditizio. Nella costruzione di un candidato a livello di comunicazione politica, uno dei punti chiave deve essere (ve lo confermerà qualsiasi addetto stampa politico o spin doctor) l’aggancio della persona ai “miti della politica”. Dall’american dream (cui in Italia si è per esempio agganciato meglio di tutti Berlusconi nella sua “discesa in campo” da uomo di successo imprenditoriale) al mito dell’eroe (prendete ad esempio John McCain, candidato repubblicano alla Casa Bianca contro Obama, che della sua esperienza in Vietnam e delle sofferenze lì sopportate aveva fatto uno dei suoi cavalli di battaglia), un personaggio, per diventare un politico di spessore, deve sempre agganciarci alle narrazioni simboliche.

Vendola sembra farlo agganciandosi al mito di Marthin Luther King, legato alla riscossa e esaltazione dei diritti civili, impregnato di ideali e sogni. Lo stile di Vendola sembra essersi formato su questo modello, con una triste differenza. Il linguaggio di Vendola non è proprio semplice e non sempre afferma qualcosa di concreto. Guardate questo video per rendervene conto.

La verità è che nella figura di Vendola c’è uno sbilanciamento incredibile verso il mito, ma allo stesso tempo una scarsa attenzione verso il bacino di utenza. Sarebbe utile ricordare a Vendola che King parlava a milioni di persone, volendole coinvolgere tutte, con parole semplicissime che accomunavano la gente al di là delle differenze. E che forse termini come “sinallagma” magari saranno da Accademia della Crusca, ma non da cabina elettorale.

Share