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L’oggetto del mistero preannunciato da Marck Zuckerberg è arrivato. E non si tratta di uno smartphone bensì di un motore di ricerca. Che non sarà uno strumento per indicizzare il web come Google, ma una vera e propria mappa delle connessioni interne del social network. Si chiamerà Graph Search e, come ha spiegato il capo di Facebook “è progettato per dare delle risposte e non dei link alle risposte”. Si potrà ad esempio chiedere al network quali sono gli amici che vivono in una determinata città.
I risultati saranno ordinati in base al livello di amicizia. Si potrà chiedere al social quali sono i ristoranti o i film preferiti dai nostri amici più cari. Graph Search proverà inoltre, su richiesta, a mettere ordine allo sterminato archivio di foto pubblicato in rete. Per il momento il progetto sarà sviluppato solo in lingua inglese, ma nei prossimi cinque anni potrebbe cambiare il nostro approccio al social network. Graph sarà supportato da Bing, il motore di ricerca firmato Microsoft.
Durante la presentazione, avvenuta lo scorso 15 gennaio a Menlo Park, in California, Zuckerberg più volte ha sottolineato che la privacy, anche con l’introduzione di Graph Search, resterà in mano agli utenti. Se così sarà, ognuno potrà decidere cosa mostrare agli altri. La conservazione dei dati personali degli utenti è infatti una delle questioni a rischio. E ad oggi ci sono quasi 250 miliardi di foto presenti sul social network. il motore di ricerca targato Facebook, che è stato definito un motore di ricerca che non è sul web, apparirà come una barra di ricerca in alto in ogni pagina e, una volta che si comincerà una ricerca, restituirà dei risultati che potranno essere personalizzati e filtrati.
Grandi potenzialità che potrebbero tuttavia contribuire a chiudere le persone nel recinto chiuso delle loro conoscenze e ridurre le probabilità di scoprire nuovi punti di vista. Zuckerberg è però convinto del valore d’uso della sua nuova tecnologia. E la sua azienda ha bisogno di alzare il fatturato del suo miliardi di utenti, i quali non producono che qualche euro a testa all’anno.
Graph Search, nella guerra del web, rappresenta un vero e proprio colpo basso a Google. Facebook ha infatti affidato la nuova creatura a due ex-Googler, Lars Rasmussen e Tom Stocky. Per mesi, i due hanno coordinato uno staff di 70 ricercatori con un solo obiettivo, creare un motore di ricerca social all’altezza delle aspettative. È stato aperto un percorso privilegiato per indurre gli utenti a ottenere raccomandazioni e risultati personalizzati, a partire da una miriade di dati personali.
Facebook ha così trovato un altro modo per sedurre marchi e inserzionisti. Graph Search sarà infatti fondamentale per le aziende che vorrano ottimizzare le advertisement personalizzandole in base ai gusti e alle singole esigenze. E, come scrive Roberto Catania su Panorama, “per il momento Graph Search sembra giovare più alla causa di Facebook che a quella dei suoi utenti. In fondo Marck Zuckerberg non sta facendo altro che battere sul tasto di sempre, chiedendoci di condividere sempre più contenuti, foto e commenti. In cambio ci regalerà un motore di ricerca”.
Graph Search ha anche i suoi lati negativi. Alcune ricerche sulla privacy evidenziano come il vero pericolo non sia solo la registrazione delle informazioni e dei dati personali, ma la possibilità di incrociare i database dove sono conservati pezzi di informazioni che ci riguardano. E il motore di ricerca di Facebook non solo accede a queste informazioni, ma le rende liberamente accessibili. Il lancio di Graph Search è stato inoltre facilitato quando, poche settimane fa, è stata eliminata la possibilità di rimuovere il proprio account dai risultati di una ricerca del proprio nome. Il nuovo motore di ricerca social è il primo atto di quella nuova guerra dei mondi tra Google, Facebook, Apple e Amazon, che il Wall Street Journal ha previsto nel 2013.
Ed è la realizzazione della profezia che Kan Auletta, giornalista del New Yorker, aveva espresso su Repubblica: perché chiedere a Google qual è la migliore macchina digitale del momento quando posso chiederlo ai miei amici direttamente su Facebook? Intanto, il vero obiettivo di Zuckerberg, il valore in borsa del titolo della sua azienda, continua a oscillare. E dopo lo svelamento di Graph Search le azioni a Wall Street sono scese del 2,70%. |