INSIDE OUT, DIETRO LE QUINTE DELLA MENTE.

 

inside-out “Inside out“, l’ultimo film prodotto da Pixar, distribuito da Disney e vincitore dell’oscar come miglior film d’aninmazione 2016 , e’ stato un vero e proprio successo, che ha attirato l’attenzione di grandi e piccini; ma a sorprendere, il fatto che ad essere colpiti, sono stati anche medici e professori universitari, che si sono soffermati sugli effetti che ha procurato la visione di questo film, soprattutto sui bambini.

Diretto da Pete Docter, “Inside out”, ricorda tanto una serie televisiva in voga nei primi anni 90: “Ma che ti passa per la testa?” , in cui la mente del protagonista era rappresentata come un soggiorno in cui convivevano le incarnazioni dei vari aspetti del suo carattere.

Anche in questo caso, il film si svolge su due dimensioni: la vita di Riley, la giovane protagonista undicenne, trasferitasi con i genitori dalla vita tranquilla del Minnesota a quella travagliata nel cuore di San Francisco e il suo cervello, popolato da 5 personaggi, gioia, tristezza, disgusto, paura e rabbia, che non solo gestiscono i suoi sentimenti, ma si occupano anche di convertire le esperienze in ricordi, archiviati e ripresi all’occorrenza.

 La particolarita’ di questo film, sta tutta nel fatto che a trarne beneficio sono stati i bambini dai due anni in su che; lo ha confermato uno studio condotto dall’Universita’ Milano- Bicocca e pubblicato sulla rivista “infancy“.
105 bambini, tra i 2 e 3 anni sono stati divisi in due gruppi, uno sperimentale e l’altro di controllo; i bambini che appartenevano al gruppo sperimentale hanno ascoltato a rotazione, per due mesi, otto storie con un alto contenuto emotivo. Dopo i mesi di ascolto, i bambini hanno partecipato a delle conversazioni guidate in cui venivano esortati ad esprimere le proprie sensazioni e a parlare di quelle provate dai protagonisti.

All’ascolto hanno partecipato entrambi i gruppi, ma la differenza e’ stata netta: i bambini del gruppo sperimentale partecipavano con frequenza ai dibattiti, l’altro invece, riscontrava molte difficolta’ nel farlo. Inoltre, questi stessi, sono stati osservati attraverso videocamere nascoste, in situazioni normali, ed e’ stato visibile il risultato: i bambini del gruppo sperimentale avevano migliorato le abilita’ socio- emotive e aumentato l’altruismo e l’empatia, l’altro gruppo nettamente meno.

Inside-Out-Design Un film creato davvero con molta attenzione, anche per quanto riguarda particolari che all’apparenza sembrerebbero insignificanti. I realizzatori di “Inside out” infatti, sono stati attenti in tutto, dall’aiuto chiesto a diversi esperti in materia di psicologia, all’attenta scelta dei passaggi della trama ai vari paesi in cui era prevista la distribuzione: lo si nota particolarmente, quando si parla di cibo; la protagonista infatti, una volta odia i broccoli, un’altra i peperoni ecc, a seconda del luogo di destinazione. Anche i personaggi sono stati modellati basandosi su determinate forme e oggetti: gioia riprende le forme di una stella e i colori sono luminosi.

Ci sono voluti ben 3 anni per disegnarla e il suo corpo emana una luce brillante e ha un bagliore diverso dalle altre emozioni. Tristezza, che indossa un maglione di lana, e’ di colore blu e la sua forma ricorda una goccia di lacrima. Rabbia veste i panni di un impiegato frustrato, sul punto di esplodere per tutto lo stress accumulato. Per disegnare paura, il team si e’ ispirato alla leggenda comica Don knotts (attore statunitense, che nei suoi film, in situazioni particolari, era solito sbarrare gli occhi), perchè’ quando si e’ spaventati gli occhi, involontariamente diventano grandi e si aprono il piu’ possibile. E per finire, disgusto, che nella realtà, assomiglierebbe tanto alla ragazza più’ cool della scuola, quella che prova disgusto per qualsiasi cosa.

 Il film, non cerca momenti di facile commozione, ma produce un’esperienza complessa sia sul piano dell’emozione, che su quello del senso, una cosa valida per adulti e bambini, allo stesso tempo; e per quanto si tratti di un film di animazione per il grande pubblico, e’ una grande rappresentazione allegorica della mente umana, con tutte le allegorie che ci portano a cercare i legami tra la realta’ che conosciamo e la sua rappresentazione metaforica: per questo per alcuni questa esperienza può’ forse risultare meccanica e noiosa, mentre al contrario per altri, conquista e commuove.