Le fake news sul prosecco

 

Il prosecco rovina i denti (secondo gli inglesi)

“Il prosecco provoca buchi nei denti, li fa uscire dalle gengive e lacera lo smalto”. Questa bufala, scaltramente camuffata da allarme odontoiatrico, è stata lanciata a fine agosto da due autorevoli quotidiani inglesi, il Daily News e il Guardian, con l’intento di limitare le importazioni in Gran Bretagna di uno dei vini italiani più apprezzati al mondo. Del resto con la Brexit il governo inglese ha ormai imboccato la rotta dell’autarchia, largamente annunciata nei mesi scorsi dalle scaramucce verbali scambiate con i nostri rappresentanti.

Che alcool e zucchero non facciano particolarmente bene alla dentatura lo si sapeva già da tempo, quello che però non si sapeva è che le bollicine italiane fossero più aggressive di quelle francesi o inglesi. Ma in base a quale assunto lo si afferma questo nessuno ce lo spiega, tanto meno i sopracitati quotidiani visto che non hanno fatto alcun riferimento a studi specifici.

Boris Johnson, preferisce la birra la prosecco

Si conoscono invece e bene le performance del prosecco Oltremanica. Gli inglesi ne bevono 40 milioni di litri all’anno, generando con questa incontenibile affezione per le bacche veneto-friulane, un mercato di 366 milioni di euro, in crescita del 33% rispetto al 2015. Numeri di tutto rispetto che però pesano sui conti pubblici e allora, la stampa britannica, furba, ha pensato con una frottola di aiutare il Paese ad alleggerire i capitoli di spesa, dirottando i lettori sui più convenienti vini nazionali.

Un comportamento questo diciamolo non proprio da impeccabili gentlemen. Perché la bugia getta discredito su prodotti di grande qualità già messi sotto attacco da innumerevoli contraffazioni. Chissà se in futuro gli accordi bilaterali per garantire anche le loro merci renderanno gli inglesi meno inclini a battute tanto facili quanto inopportune.

Debora Serracchiani (prima a sinistra) con alcune colleghe del PD. Relax col prosecco

Intanto in Italia si fa buon viso a cattivo gioco. Già lo scorso anno, il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda aveva risposto per le rime al segretario di stato per gli affari esteri Boris Johnson. Alla minaccia di blocco del prosecco aveva annunciato che avrebbe fatto altrettanto con le fish and chips, mettendo volutamente in evidenza lo scarto di qualità fra i due prodotti.

Ora anche il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina fa sentire la sua voce invocando uno stop alle fake news. Mentre i governatori di Veneto e Friuli Venezia Giulia, Luca Zaia e Debora Serracchiani, mettono finalmente da parte le diatribe sull’origine del tiramisù, per condannare unanimi lo sberleffo alle preziose bollicine del Nord-est. Ma in particolare la Serracchiani lo fa con uno humor tutto italico che sa tanto di marketing: “Credo che dopo la brexit ci sia bisogno di aiutare i cittadini a tornare a sorridere. Il nostro prosecco assunto a dosi moderate fa miracoli”.