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Lepre o front-runner? La straordinaria storia di Chesum Jonah Kipkemoi.

 

kipkemoi-620x264 La lepre, nell’atletica leggera, è un atleta che conduce la prima parte di una gara di mezzofondo (800 m, 1500 m, 3000 m, 5000 m, 10000 m o 3000 siepi) o di fondo (maratona e mezza maratona), per garantire un buon tempo finale ai corridori favoriti ed evitare una corsa troppo tattica; le lepri sono frequentemente impiegate dagli organizzatori di meeting per la maggiore possibilità di stabilire un record del mondo con tempi specifici per giro. Alcuni atleti sono diventati lepri professioniste.

Chi invece conduce la prima parte di gara per vincere è chiamato col termine inglese di front-runner.

Chesum Jonah Kipkemoi è un ragazzo di 27 anni che è stato chiamato alla maratona di Barcellona per fare da lepre all’etiope Sisay Jisa al prezzo di 3000 euro: avrebbe dovuto correre 35 kilometri e lasciare la corsa. Arrivato al suo traguardo, però, Jonah dà uno sguardo dietro: con lui c’era solo un’altra lepre keniana, Jacob Cheshari. Jonah tira dritto, stacca Cheshari e taglia il traguardo. Da solo.  Torna a casa con 13000 euro perché gli organizzatori avevano garantito un bonus di 10000 euro a chi avesse chiuso sotto le 2 ore e 9 minuti: Kipkemoi ha fermato il cronometro a 2.08’57”. Tre secondi da diecimila euro. E’ il segno di una storia straordinaria, perché Chesum è un atleta paralimpico che di regola non si confronta con i runner normodotati. Cinque anni fa correva nella categoria T46, quella riservata a chi ha problemi alle estremità: Jonah rimase vittima di un incendio da bambino.

Le fiamme lo colpirono a volto e braccio destro, lasciandolo mutilato e con problemi di mobilità. Dopo l’esperienza londinese dove aveva corso gli 800 e i 1500 in T46, chiese di partecipare anche alla Paralimpiade di Rio, ma venne spostato nella categoria T47 che prevede solo corse veloci e salto in lungo; specialità che non gli interessavano. Andò a Cardiff a fare una mezza maratona, chiusa con un buon tempo: 1.02’04”; da lì, l’idea di provare a raddoppiare la distanza e l’offerta del suo agente per fare da lepre a Barcellona.

Ora Jonah torna a Iten, il villaggio keniano dove vive con la famiglia. Torna con un po’ di euro e una nuova percezione del proprio corpo e delle proprie possibilità. A Barcellona un nuovo inizio, forse, per chi come lui, diventato papà da pochi mesi, ha vissuto fino ad oggi un’esistenza umile e disagiata. La stessa di tutti i ragazzi della Rift Valley che cercano nella corsa una possibilità di riscatto. Ma soprattutto Kipkemoi ha dimostrato di poter correre con i normodotati: il record mondiale dei paratleti nella maratona è di 2h26’54″ e con le 2h08’57″ Chesum può sognare in grande. D’ora in poi la sua strada sembra essere un’altra.