Loreto, mostra su Santa Maria Maddalena peccatrice e penitente

 

Maddalena locandinaUn percorso nella storia dell’iconografia della Maddalena. Un itinerario artistico che va dal Duecento a oggi, corredato da capolavori di assoluta bellezza. Ma anche un evento che in Italia manca da almeno trent’anni e l’occasione per riflettere su una delle donne più controverse della storia. Una santa la cui celebrazione solo tre mesi fa è stata elevata al grado di festa per volere di papa Francesco. Tutto questo rappresenta la mostra Maddalena tra peccato e penitenza inaugurata il tre settembre al museo Antico Tesoro della Santa Casa di Loreto.

L’evento, organizzato dalla Fondazione Giovanni Paolo II per la gioventù e da Artiflex, è una delle quattro grandi mostre che la regione Marche ha dedicato al giubileo della Misericordia. La prima San Francesco nell’arte si è tenuta ad Ascoli ma è terminata a luglio; è ancora in corso invece le stanze segrete di Vittorio Sgarbi a Osimo; mentre Maria Mater Misericordiae partirà a ottobre a Senigallia. Ma in particolare è sulla mostra di Loreto che l’assessore alla cultura delle Marche Moreno Pieroni punta per «far crescere un turismo di qualità cui la regione tiene sempre di più».

Vittorio Sgarbi, curatore della mostra, e Moreno Pieroni, assessore della alla cultura e al turismo

Il curatore della rassegna è Vittorio Sgarbi. «La mia Maddalena – afferma il critico d’arte – è peccatrice, sensuale. Speriamo che attiri devoti e pure peccatori». E infatti la protagonista dell’evento si discosta non poco dal prototipo di donna angelicata che accomuna tutte le Madonne e le altre sante rappresentate nell’arte. La sua è una figura controversa e per certi aspetti imbarazzante. Ne sono una testimonianza le 54 opere esposte, altrettante interpretazioni del suo volto. Maria Maddalena è ora elegante e provocante, ora estatica e penitente, dolente e in lacrime, comunque sempre molto bella, ritratta da artisti del calibro di Simone Martini, Guido Reni, Antonio Canova, Guido Carracci e Tintoretto.

Video: Vittorio Sgarbi all’inaugurazione della mostra “La Maddalena tra peccato e penitenza”

Emerge, dunque, un’ambiguità nella rappresentazione della santa che l’arcivescovo e delegato pontificio Giovanni Tonucci non manca di far notare: «Nella tradizione la Maddalena è tra i discepoli quella che più manifesta l’amore verso il Signore e che dal Signore è stata tanto amata. Ma c’è una differenza tra il dato evangelico e quello iconografico». La differenza la spiega Stefano Pappetti, curatore del catalogo della mostra assieme a Sgarbi: «Nei vangeli ufficiali la Maddalena viene presentata come una signora anziana, vedova e benestante. Un personaggio di questo tipo interessava poco ai pittori. Col tempo, quindi, la figura della peccatrice redenta si è mescolata con quella della Maddalena. Ne è nata una contaminazione che ha dato modo agli artisti di rappresentare donne belle e in penitenza e donne procaci in preghiera. Ed è questo l’argomento delle opere in esposizione».

Maddalena Tiziano

Una procace Maria Maddalena

Una raccolta unica, quindi, con capolavori ispirati sia ai vangeli canonici sia a quelli apocrifi. Da menzionare il polittico di Montefiore dell’Aso del veneziano Carlo Crivelli raffigurante una maliziosa cortigiana che scocca uno sguargo tentatore o la cena in casa di Simone Fariseo di Benedetto Luti in cui gli occhi di Gesù sono tutti per lei, la Maddalena, intenta a raccogliere un vasetto il cui contenuto – probabilmente un unguento – si è versato. Poi il pianto. Ma le lacrime di Santa Maria penitente di Orazio Gentileschi sono di tutt’altra natura rispetto a quelle che sgorgano dagli occhi de la Maddalena in estasi e un angelo di Ignazio Stern. E ancora diversa è la Maddalena piangente di Ercole de’ Roberti il cui «verismo» ricorda la Maddalena disperata e urlante in terracotta del compianto sul Cristo morto di Nicolò dell’Arca. Infine, Noli me tangere di Gregorio de Ferrari che mette in scena Cristo risorto che appare alla Maddalena; la chiama per nome: «Maria», ma le dice anche di non avvicinarsi, di non toccarlo perché non ancora asceso al cielo.

La mostra resterà aperta fino all’otto gennaio del 2017. C’è tempo, dunque, per ammirare opere che tutto il mondo ci invidia. Gemme che fanno parte del patrimonio artistico marchigiano realizzate da artisti locali e non. Un viaggio dal Medioevo al Neoclassicismo che consente all’appassionato d’arte di leggere il percorso di vita della Maddalena. Una donna che nelle rappresentazioni iconografiche non è mai la stessa, perché passata dai falsi amori all’amore autentico di Gesù.