“Questo posto è la mia vita”. La storia di Mauro Morandi, custode solitario dell’Isola di Budelli

 

image-80-1024x641Ci sono storie che colpiscono, emozionano, che ci rendono partecipi di un qualcosa che, anche se lontano dal nostro mondo, ci suscita empatia. Sono le storie che meritano di essere raccontate. Quella di Mauro Morandi, guardiano solitario dell’isola di Budelli da oltre 25 anni, è una di queste.

Morandi, insegnante di educazione fisica in pensione, nel 1989 decise di lasciare la nebbia di Modena per una nuova vita. Da quel giorno i suoi occhi riflettono il mare incredibile che bagna l’isola di Budelli, nell’Arcipelago della Maddalena.

Il suo incontro con la Sardegna fu uno di quelli decisi dal destino. Mauro stava viaggiando a bordo del suo catamarano verso la Polinesia quando decise di fare una sosta a Budelli. Il caso o il fato vollero che due giorni dopo il vecchio guardiano dell’isola lasciasse il lavoro e Mauro, ormai innamorato di quel posto così lontano dalla sua destinazione originaria, decise di invertire nuovamente la rotta della sua vita e di rimanere. L’uomo divenne il nuovo custode di quell’angolo di paradiso. Un paradiso fragile, da proteggere dall’incuria di turisti troppo spesso sbadati. Iniziò a dedicare le sue giornate all’isola, pulendo i sentieri, controllando le spiagge e accompagnando i visitatori. L’inevitabile solitudine non gli è mai pesata, mitigata dai libri, dal profumo del mare e dal rumore del vento.

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Oggi però tutto questo non sembra più possibile. Dopo il fallimento della società immobiliare italo-svizzera che ne era proprietaria, Budelli è finita all’asta e si è fatto avanti per l’acquisto il magnate neozelandese Michael Harte. Morandi sperava che l’acquisizione andasse a buon fine dal momento che <<lo Stato finora non ha saputo prendersi cura dell’isola>>, ma così non è stato. Dopo una lunga battaglia legale, l’Italia ha esercitato il diritto di prelazione ed ora Budelli è diventata ufficialmente proprietà dell’Ente Parco della Maddalena.

Ed ora lo stesso Ente vorrebbe cacciare il custode. Giuseppe Bonanno, presidente dell’Ente Parco, si difende dicendo: <<Nessuno vuole mandare via il signor Morandi dall’isola di Budelli. Allo stesso tempo, però, come ente pubblico abbiamo il dovere di rispettare le leggi. Un ente pubblico come potrebbe contrattualizzare un 77enne? Come possiamo autorizzare il custode a vivere in locali non agibili? Per non parlare della condizione di isolamento, che mal si concilia con la garanzia delle condizioni di sicurezza che gli devono essere comunque garantite>>.

Morandi però ritiene che la decisione dell’Ente sia la conseguenza di un suo comportamento. <<L’amministrazione dell’Ente Parco - sostiene il custode - mi vuole cacciare perché ho sempre denunciato la cattiva gestione dell’isola negli ultimi anni: immondizia sulle spiagge, pulmini elettrici in abbandono, gommoni buttati all’aperto senza manutenzione. L’anno scorso non hanno nemmeno messo le boe per le barche che calavano l’ancora al largo>>.

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Mauro non ci sta, non vuole lasciare l’isola dalla Spiaggia Rosa perché in fondo <<Castaneda scriveva che ognuno ha il suo posto. Budelli è il mio. Quest’isola è la mia vita ed io qui voglio morire>>. Della stessa idea sono anche le migliaia di persone che hanno sottoscritto la petizione in favore di Morandi, scatenando una vera e propria gara di solidarietà in internet. Con la speranza che possa servire a far rimanere Morandi nella sua casa a cielo aperto, in quell’isola dalla <<bellezza estrema, soprattutto quando ci sono le burrasche>>.