The Newsroom- La serie tv fra le quinte del giornalismo americano

 

newsroom14_13Perché dopo l’11 settembre 2001 il giornalismo americano ha smesso di interessarsi alle notizie? Aaron Sorkin, sceneggiatore newyorkese di The social network, ha risposto alla domanda nel modo che più gli è congeniale. Con una serie tv: The newsroom, prodotta dalla Hbo e andata in onda dal 2012 al 2014. Una trilogia sul mondo dell’informazione televisiva, che ha come protagonista il lavoro dell’anchorman Will McAvoy e della squadra giornalistica di NewsNight 2.0.

Sorkin ha voluto così chiudere la triade artistica cominciata con Sport Night e proseguita poi con Studio 60 on the Sunset Strip. Dopo un casting difficile, Jeff Daniels è stato scelto per il ruolo da protagonista. Al suo fianco, nella veste del produttore esecutivo Mackenzie McHale l’attrice londinese Emily Mortimer. Ma Newsroom è un mosaico arricchito da tante altre storie e tanti altri graziosi attori. Come ad esempio Sam Waterston, che interpreta il Presidente della divisione news Charlie Skinner e Jane Fonda, incaricata di incattivire il personaggio dell’amministratrice delegata dei media Leona Lansing.

Una selezione meticolosa per un’opera velenosissima e con idee profonde. The Newsroom è una lucida critica al giornalismo contemporaneo, che in nome del profitto ha tradito e rimbecillito lo spettatore/lettore. La scena iniziale della prima stagione, più di tante altre, ha chiarito l’intento dell’autore. Una studentessa, durante un dibattito fra politici e studenti, chiede a Will McAvoy: “che cosa rende gli Stati Uniti il miglior paese al mondo?”. L’interessato vorrebbe glissare, ma il senso di colpa per esser diventato un giornalista repubblicano troppo moderato verso il potere lo sprona a dare una risposta memorabile. A criticare, senza ipocrisia, il sistema corrotto che i media, compreso lui stesso, hanno contribuito a creare. Il pubblico rimane incredulo e mette il filmato online.

Dopo quell’intervento, niente sarà più come prima. E il programma televisivo comincerà ad occuparsi degli scandali dei partiti che un tempo erano amici, della bomba alla maratona di Boston e della cattura di Osama Bin Laden. Recuperando lo stile asciutto del giornalismo della vecchia scuola e senza il moralismo e la pesantezza tipici di Sabina Guzzanti.

Per tre stagioni una scrittura follemente impietosa, che alleggerisce la messa in scena sovrapponendo alla dimensione professionale dei personaggi quella più privata e goliardica. E in questa alternanza di tonalità si rivela tutta la fisica versatilità di Jeff Daniels, Emily Mortimer o dei meno conosciuti Alison Pill (Maggie Jordan) e John Gallagher jr (Jim Harper). Un plauso anche per la scelta delle canzoni: High and dry dei Radiohead, Fix you dei Coldplay.

In Italia, sono state trasmesse solo le prime due stagioni della serie televisiva. Un chiaro segnale  di resa culturale?